Il Ducato di Savoia – Itinerari

   

    La guerra di secessione spagnola aveva coinvolto tutta l’Europa compreso il Ducato di Savoia. Dopo aver fatto voto alla Madonna di erigere una basilica sulla collina di Superga, in caso di vittoria, il 16 giugno del 1706, Amedeo II allontanò da Torino la sua famiglia e la Sindone. Il viaggio durò un mese.

 

 

 

 

    CARAMAGNA: Il 16 giugno 1706 il corteo reale, composto da Madama Reale Maria Giovanna Battista di Nemours, la duchessa Anna Maria d’Orléans, consorte di Vittorio Amedeo II, i loro due figli, il Principe di Carignano Emanuele Filiberto con la sua sposa Caterina d’Este e altri eminenti esponenti della nobiltà locale sostarono a Caramagna e la Sindone fu portata nella Chiesa dell’Arciconfraternita di Santa Croce.

 

  CHERASCO: L’affresco settecentesco visibile su una casa privata di Cherasco, di fronte alla chiesa di San Gregorio.  Dal 17 al 24 giugno 1706, la Sindone venne custodita a Cherasco, nel “Gabinetto del silenzio” del palazzo Salmatoris il cui proprietario, per l’occasione, incaricò Sebastiano Taricco di affrescare la bellissima saletta in cui sarebbe stata esposta la Sindone per tre giorni pour la veneration du pouple

 

    MONDOVÌ: Il 23 giugno 1706 il corteo ducale arrivò a Mondovì per pernottare, la Sindone venne affidata al vescovo Giovanni Battista Isnardi del Castello suscitando grande interesse tra la popolazione che volle poi ricordarne il passaggio con affreschi sulle facciate delle case (Rocca de’ Baldi, San Michele M.vì)

 

 

 CEVA: Il 25 giugno il corteo ducale con la Santa Sindone si trasferì a Ceva, dove fu ospitato dal Marchese Carlo Emanuele Pallavicino. Questa triangolazione Cherasco – Mondovì – Ceva attesta come non fosse del tutto chiaro il percorso da seguire. Nella notte del 25 giugno l’ambasciatore inglese, il Principe di Carignano e il Marchese Pallavicino decisero di imbarcarsi ad Oneglia, che all’epoca costituiva un’enclave piemontese sul mare.

 

 

   ORMEA: l’affresco si trova nella cappella alpestre di ALBRA. Il 26 giugno, il corteo ducale lasciò Ceva di buon mattino e arrivò ad Ormea un’ora dopo la mezzanotte trovando ospitalità nella casa dell’ingegner Bologna. Il lungo viaggio fa supporre che il corteo ducale sia arrivato a Garessio attraverso la Val Casotto evitando così di incrociare le truppe spagnole.

 

 

 

    CARAVONICA : qui il corteo ducale, stremato dal lungo viaggio in Val Casotto,  sostò dal 29 giugno al 2 luglio presso la residenza del Conte Bartolomeo Ottavio Tomatis

 

 

 

    ONEGLIA: Il 2 luglio, ad Oneglia, il corteo ducale con la Sindone fu accolto dalla popolazione in festa, al suono delle campane e con salve di artiglieria e lì rimase fino al 16 luglio quando si imbarcarono su cinque galere messe a disposizione dalla Repubblica di Genova.

 

 

 

 

   GENOVA: sabato 17 luglio 1706 alle ore 22 i vascelli con la famiglia ducale giunsero a GENOVA, sbarcando al PONTE REALE, per la circostanza ricoperto di tappeti e circondato da una folla plaudente. Per il seguito di cavalieri e paggi la sistemazione fu trovata nel convento dei Barnabiti a S. Bartolomeo degli Armeni, mentre la residenza di Anna d’Orleans, degli infanti e della Duchessa madre fu individuata nel palazzo del magnifico Ignazio Pallavicini, detto Villa Delle Peschiere.

 

 

 

    L’assedio di Torino si concluse con la battaglia del 7 settembre alla Continassa,  in zona Lucento. Le truppe austro-piemontesi, guidate da Vittorio Amedeo II e dal Principe Eugenio di Savoia vinsero. La famiglia del Duca ripartì da Genova e riportò la Sindone a Torino.

 

 

 

     IL RITORNO: Partite da Genova il 21 settembre, le Duchesse con tutti i bagagli e la Santa Sindone, sarebbero tornate lungo la stessa strada dell’andata tuttavia, giunte a Savona, vi sostarono per  il mare a rischio fortunali poi risalirono via terra ed, attraverso il colle di Cadibona, giunsero in tarda serata a Saliceto e l’indomani a Ceva, ancora ospiti del Marchese Pallavicini poi a Mondovì. Il 27 settembre ripresero la strada per Cherasco dove si fermarono per tre giorni e la Sindone fu collocata, e privatamente venerata, ancora a Palazzo Salmatoris appena rinfrescata e dipinta dal Taricco. Nei gioorni successivi, separatamente, le Duchesse ripresero il cammino verso Torino. La Duchessa Madre portò con sé la Sindone in città il 2 ottobre